Le mie considerazioni

Siamo figli dell’automazione e dell’innovazione tecnologica che indubbiamente ha facilitato le nostre vite ma che in molti casi ha rallentato il processo cognitivo del ragionamento.
Tornando indietro di 20 anni mi viene in mente la mia infanzia e la confronto con ciò che stanno vivendo i miei nipotini e più propriamente i bambini di oggi.

Eravamo soliti a giocare a calcio per strada con gli alberi che utilizzavamo come porte, eravamo abituati ad avere ginocchia e gomiti pieni di lividi, eravamo felici di ritirarci a casa tutti doloranti e sudati con il Super Santos sotto le nostre braccia consci di essere rimproverati dai nostri genitori ma con la felicità propria di chi viveva la vita reale e non digitale. All’epoca c’erano i telefoni fissi e il citofono. Il cellulare era per pochi, internet, whatsapp erano un miraggio. Esistevano gli squilli nel caso dei cellulari e i trilli per chi aveva internet ed MSN. Uscivamo con le biciclette e visitavamo le campagne alla ricerca di sorgenti e fontanelle in modo da poterci dissetare, giocavamo con le figurine con la speranza di vincere e sostituire i doppioni. Anche il corteggiamento era diverso, in assenza dei Social vi era la curiosità di conoscersi, si parlava di più, si era anche più romantici e riservati a differenza di oggi dove la prima scrematura viene fatta virtualmente e diventa normale condividere con il mondo intero un proprio stato d’animo. Io ringrazio Dio per essere stato figlio di quel periodo storico oggetto della transizione al digitale.

Proprio per questo motivo posso valutare i bambini di oggi con occhio critico. I piccolini di oggi figli dell’automazione e del progresso tecnologico diventano di conseguenza più asociali. Sviluppano senza dubbio attitudini alla tecnologia ma ahimè peccano in tutto il resto. Sembrano macchine che ragionano con l’ausilio del computer e non con la propria testa senza capire che la tecnologia è importante ma non potrà mai sostituire l’uomo. I bambini di oggi saranno la classe dirigente del domani ed è questa la mia preoccupazione. La tecnologia progredirà sempre di più e per starci dietro ci si adeguerà. Io nel mio piccolo resto della convinzione che non si debba mai perdere la voglia di ragionare sulle cose.

L’uomo per sua definizione non è macchina, la deve guidare e non deve mai essere il contrario. Non dobbiamo mai perdere la capacità del ragionamento rispetto ad un problema.
Oggi sono sempre più richieste nelle grandi aziende le attitudini all’utilizzo di software e hardware. Io al contrario ho sempre pensato che la tecnologia è importante ma che l’uomo è più forte del computer. Io credo ancora nell’uomo come valore aggiunto rispetto a tutto ciò che riguarda la tecnologia. Mi viene in mente una frase di Walt Disney che recita così: <puoi disegnare, creare e costruire il sogno più bello del mondo ma occorrono sempre gli uomini affinché il sogno diventi realtà.>

SIA NEL MIO LAVORO CHE NELLA VITA QUOTIDIANA PENSO ALLA MACCHINA PER L’UOMO E NON ALL’UOMO PER LA MACCHINA.