Vi sarà probabilmente capitato, dopo un tamponamento finito (fortunatamente) con una banale ammaccatura del paraurti, di proporre all’altro automobilista di non tirare in ballo l’assicurazione, di risolvere la controversia in via bonaria proponendo di aggiustare il veicolo a proprie spese. La paura del famigerato “malus” ci induce a percorrere tale strada assolutamente legittima.
Forse non tutti sanno che questa possibilità è prevista anche dalla legge. Si chiama “riscatto del sinistro” e consiste nel rimborsare la compagnia per i danni pagati al danneggiato ed evitare l’aumento del premio. Un possibile vantaggio per l’assicurato.
Infatti, la formula Bonus malus, di seguito B/M, è un meccanismo in vigore da decenni che si applica alle polizze Rc (responsabilità civile) auto e moto e premia o punisce l’automobilista con la riduzione o l’aumento del premio, a ogni scadenza annuale, in base alla frequenza e alla gravità dei sinistri che causa.
Il sistema prevede una scala di 18 classi di merito che misurano il grado di rischiosità dell’automobilista. La classe di ingresso (per chi stipula una polizza per la prima volta) è la 14esima e corrisponde al premio base. Ogni anno la classe di merito subisce delle variazioni.
In particolare ogni anno, se non si causano sinistri, l’assicurazione premia l’automobilista con un bonus (scende di 1 punto, il cosiddetto bonus); di contro, se l’automobilista “è distratto” causando incidenti egli pagherà, AL RINNOVO DELLA POLIZZA, un premio più alto, anche consistente (cosiddetto malus che nel migliore dei casi fa salire la classe di merito di 2 punti).
Dal 2008 è in vigore però un’importante novità: il malus non scatta più per un qualsiasi sinistro causato ma solo se viene riconosciuta una responsabilità cumulata (cioè sommando tutti i sinistri degli ultimi 5 anni) superiore al 50%. Quindi se siete coinvolti in un incidente con un concorso di colpa minimo (inferiore al 50) premio assicurativo non aumenterà, a differenza di quello che succedeva prima.
E’ la prima valutazione da fare per decidere se riscattare il sinistro: solo se la vostra responsabilità è maggioritaria (superiore al 50%).
Facciamo un esempio: nel caso in cui vi sia un sinistro con effettiva colpa, se il danno da risarcire non è ingente, conviene, purtroppo, risolvere la controversia per le vie bonarie pagando il danno o provvedendo alla riparazione dello stesso. questo percorso è opportuno perché nel caso si segnali il fatto all’assicurazione per un danno minimo, si potrebbero “sborsare” molti più soldi al momento del rinnovo della polizza.
Facciamo un esempio: nel 2009 avete avuto un sinistro di cui siete il principale o l’unico responsabile. Avete una classe di merito 7 e col sistema del bonus/malus nel 2010 passereste alla 9. Il riscatto del sinistro alla compagnia vi costerebbe 1.000 euro. Vi serve solo sapere se, non riscattandolo, il vostro premio l’anno prossimo supererà questa cifra.
Tenete presente però i vantaggi del riscatto (non aumentare di classe) si estendono anche agli anni successivi: cioè se non riscattate, per tornare all’attuale classe 7 dovrete aspettare il 2012.
Quello che sto cercando di dirvi è che in caso di incidenti stradali non per forza bisogna correre da Avvocati e Periti citando in giudizio le compagnie assicurative. Esistono altre strade : esiste l’accordo tra danneggiato e danneggiante , esistono le carrozzerie convenzionate a cui lasciare il veicolo danneggiato per l’aggiusto , esiste la consegna del modello CAI (EX CID) presso l’assicurazione con conseguente diminuzione di inutili esborsi da parte delle compagnie assicurative già martoriate da truffe di sedicenti intermediari pronti a lucrare sulle spalle delle compagnie e di conseguenza sulle spalle dei clienti assicurati.