Covid-19 e medicina privata. Che Dio benedica l’America

“Gli uomini non sanno apprezzare e misurare che la fortuna degli altri. La propria, mai.”

Indro Montanelli

È nostra abitudine guardare al giardino degli altri trovandolo più verde del nostro, perdere di vista le proprie fortune. Pensiamo all’America: siamo cresciuti nel mito a stelle strisce, nel mito del luogo dove tutto è possibile e concesso.

 

Dall’american dream all’american nightmare

In queste ore, però, in cui l’Italia, e una parte crescente dell’Europa, si ritrova a fare i conti con il Covid-19, lanciando lo sguardo oltreoceano, viene da sentirsi privilegiati e riconsiderare ciò che abbiamo e a cui non diamo peso. La terra dei sogni è diventata quella degli incubi.

Ci lamentiamo di continuo del nostro sistema sanitario (delle sue lungaggini, della burocrazia, del nepotismo, della pulizia) ma se scoppia un’epidemia in Europa, terra di sistemi sanitari universali, problemi non ne abbiamo. Gli Stati, nel bene o nel male, si prenderanno cura di noi. In America, paese della medicina privata, è diverso.

 

Un tampone da 1.400 dollari

Lo Stato americano, in teoria, durante le emergenze dovrebbe mettere da parte il sistema e intervenire a proprie spese, eppure sono già tanti i casi di cittadini di ritorno dalla Cina messi in quarantena che si sono visti recapitare conti di spese sanitarie per migliaia di dollari. Il tampone sierologico, valutato come trattamento di urgenza, è infatti gratuito solo se si è positivi (se si è negativi costa circa 1.400 dollari).

Il caso del giovane ricoverato al Jackson Memorial Hospital di Miami è lapalissiana: i medici gli hanno proposto una tomografia computerizzata per localizzare il virus, il ragazzo ha preferito prelievo e tampone non avendo le disponibilità economiche. A pratica conclusa, e data la negatività, gli è stato notificato un costo di 3.270 dollari, di cui, appunto, 1.400 a suo carico.

Mi chiedo: in questo modo come possibile gestire l’emergenza (e l’individuazione di nuovi casi) a fronte dell’esistenza di 27,5 milioni di persone non assicurate?

 

I rischi dell’elitarismo medico

Intanto in California si registrano circa 8mila persone in isolamento volontario e alcune voci già parlano di centinaia di casi solo nello Stato di Washington non diagnosticati: una minaccia alla tenuta del sistema generale con il rischio che i malati a controlli medici troppo costosi preferiscano soluzioni alternative inefficaci ma economiche.

Sistema, inoltre, quello americano, in cui ci sono realtà di assoluta eccellenza, che costano tantissimo, e strutture meno care, dove la qualità delle prestazioni cala sensibilmente. Il quadro è quello di un vero e proprio elitarismo medico, al quale né i Repubblicani né i Democratici sembrano preoccuparsi di scardinare.

Se non hai i soldi, non ha le cure: nelle strutture ospedaliere più limitrofe mancano addirittura le mascherine, a fronte di una richiesta potenziale di 300 milioni di pezzi, per non parlare dei tamponi (al momento in Usa ne sono stati fatti solo 500).

Che Dio benedica l’America

Insomma, in questo momento di crisi è doveroso far cadere gli idoli e guardare alla realtà, quella di casa nostra, sentirsi un po’ fieri e grati per ciò che abbiamo, sentirsi fieri e grati alle migliaia di operatori sanitari che si stanno immolando per salvaguardare la nostra salute.

Non è tutt’oro ciò che luccica dicono gli anziani, è il caso di rispolverare questo detto. E che Dio benedica l’America.