Coronavirus: cosa ne sarà dell’economia?

Il COVID-19 ha paralizzato il nostro Paese, mettendolo in ginocchio come mai lo era stato dal dopoguerra: il Governo ha dovuto bloccare il sistema Italia. Gravi saranno le conseguenze economiche di questa pausa forzata. Non si poteva fare almeno, ma tanto si dovrà fare quanto la paura sarà passata e dovremo ripartire. Ciò di cui avremo bisogno sarà un vero e proprio Piano Marshall. Ma cosa significa e le misure del governo vanno già in quella direzione?

Il Piano Marshall del 1947

L’autentico Piano Marshall (European Recovery Program) fu promulgato dal segretario di Stato statunitense George Marshall nel 1947. La sua attuazione rispose alla necessità di ricostruire economicamente l’Europa dopo la seconda guerra mondiale. L’America mise a disposizione del vecchio Continente oltre 12 miliardi di dollari, consentendo all’economia europea di superare la crisi, favorendo una ripresa che già nel 48’ era evidente: i Paesi beneficiari superarono l’indice di produzione prebellico non appena il flusso d’aiuti terminò.

Inoltre, tante fragili democrazie occidentali poterono abbandonare le politiche di austerità e migliorare le condizioni di vita delle popolazioni.

 

Il Piano Marshall nel 2020

Quelli che seguiranno la vittoria del COVID-19 saranno mesi difficili, paragonabili ad un periodo post-bellico, simili dovranno essere le strategie per permettere all’economia di tornare a girare. Questa volta non ci sarà l’America, dovremmo farcela da soli, con l’aiuto dell’Europa, ad una vera e propria svolta per dimostrare di avere una coscienza condivisa.

Miliardi di liquidità per i paesi infetti

Le ripercussioni maggiori peseranno su famiglie, imprese e privati. Per limitare i danni e porre le basi di una ripartenza il governo ha annunciato lo stanziamento di 25 miliardi di euro. Si tratta di una richiesta di “scostamento rispetto agli obiettivi di finanza pubblica che corrisponde a 20 miliardi, pari all’1,1% del Pil in termini di indebitamento netto”. La Commissione europea, dal suo canto, avrebbe già approvato un fondo da 25 miliardi per sostenere le economie dei paesi dell’Unione, garantendo la massima disponibilità ad autorizzare le misure straordinarie pensate dal governo italiano.

Come saranno ripartite le risorse? I primi aiuti alla Sanità

I primi 12 miliardi di euro serviranno a sostenere il servizio sanitario nazionale e la protezione civile. Dunque: piano di assunzione straordinario per 5mila nuovi medici, tra disoccupati, specializzandi e pensionati, e per 15mila nuovi infermieri e operatori sanitari. Poi: aumento delle risorse Inail, con l’assunzione a tempo determinato di 200 medici specialisti e 100 infermieri; fondi per l’acquisto di nuove unità di rianimazione e materiali monouso.

Il sostegno ad imprese, lavoro e famiglie

Verrà poi il turno delle imprese: sconto sui contributi previdenziali; allargamento degli ammortizzatori sociali, con una cassa integrazione speciale per tutti i lavoratori e la possibilità di utilizzare il fondo di integrazione salariale nel caso delle piccole e medie imprese (tra i 5 e i 15 dipendenti); aumento delle risorse messe a disposizione da Cassa depositi e prestiti, per sostenere l’export e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ed erogare prestiti a tassi regolati.

Per i lavoratori autonomi e stagionali: sospensione dei contributi previdenziali; estensione dei congedi parentali; voucher da 600 euro per le spese di baby sitter; misure per posticipare i termini per il pagamento di imposte e contributi nel caso di un calo dell’attività lavorativa di oltre il 25%.

Per le famiglie l’ipotesi di una sospensione del pagamento dei mutui sulla prima casa fino a 18 mesi in caso di riduzione o perdita del lavoro.

Insieme vinceremo la bandiera dell’Europa

Un vero e proprio Piano Marshall che se sostenuto dall’Europa, con un impegno solidaristico forte, potrà farci rinascere dalle ceneri è avverare il sogno di un’Europa con ragione d’esistere.